mercoledì, giugno 22, 2005

vomit

bocca

Il ruolo dei provider di fronte alla legge è sempre stato un tema di dibattito.
Un episodio simbolo della poca chiarezza e della nulla tutela dei diritti ha coinvolto il server che ospitava tutti i progetti che si appoggiavano al network Autistici/Inventati

Riporto qui la mail che in queste ore sta circolando su varie mailing list e in molte mailbox personali.
L'accaduto si commenta da sè.

=========================================
ARUBA-POSTALE 1 / PRIVACY 0
Comunicazione urgente Autistici/Inventati
=========================================

22/06/2005

Quando siamo partiti con il progetto autistici, nel nostro
pessimismo cosmico pensavamo che il peggio che potesse
accadere e' che portassero via la macchina, intercettassero
il traffico in maniera pedestre e che la crittografia bastasse
a rendere relativamente al sicuro le comunicazioni dei nostri
utenti.
Abbiamo sbagliato. In Italia non esistono le condizioni
per poter parlare di tutela della privacy a nessun livello.

Il 15 giugno 2004 agenti della postale su ordine della Procura di
Bologna si sono presentati presso il provider Aruba, dove e'
ospitato uno dei server della nostra associazione.
Senza avvisarci Aruba ha spento la macchina e ha consentito agli
agenti di copiare quello che volevano. Il provider, alle nostre
telefonate per domandare il motivo del down, ha risposto parlando
di un guasto tecnico alla presa elettrica dell'armadio.

Da quel momento, come si evince dagli atti, da pochi giorni a
nostra disposizione, hanno proceduto alle intercettazioni
sistematiche della webmail della casella

croceneraanarchica@inventati.org

Potenzialmente pero' hanno potuto intercettare e riportare in chiaro
tutte le altre comunicazioni che transitano dalla macchina e
realisticamente e' quello che stanno ancora facendo.

Per questo al piu' presto spegneremo questa macchina, la
ritireremo dal provider e valuteremo i prossimi passaggi. Gia' da
ora invitiamo tutti coloro che mantengono una macchina o un sito
in quella web farm e hanno a cuore la propria privacy a cercare
un altro luogo e lasciare Aruba a marcire nella loro meschinita'.

Le condizioni della privacy in Italia erano di per se' drammatiche:
ora abbiamo testato sulla nostra pelle che possiamo staccare la spina
e dichiarare la morte clinica del paziente.

Non possiamo sapere quanti altri provider commerciali forniscano
ausilio alle forze dell'ordine senza notificarlo ai propri clienti;
non possiamo sapere quali e quante informazioni le forze dell'ordine
possano prelevare dai nostri e dai vostri siti o server; non sappiamo
che uso ne faranno e per quanto tempo; non possiamo sapere se il
provider riserva questo stesso trattamento di favore a richieste
commerciali ben pagate di concorrenti o agenzie di mercato per dati
personali.

Lo scenario che si disegna e' degno delle migliori utopie negative:
organizzare una potenziale intercettazione di massa di circa
6000 utenti e 500 liste di discussione, con la scusa di leggere
il contenuto di una sola casella mail e' di per se' quanto
di piu' lontano si possa immaginare dal concetto di liberta' di
espressione.

QUESTA NON E' UNA QUESTIONE PRIVATA, non e' qualcosa che interessera'
soltanto noi, che evidentemente rappresentiamo una comoda cavia
sulla quale sperimentare nuove forme di controllo e di intercettazione,
un po' come tutte le persone coinvolte nelle indagini sul file
sharing o in altri fatti di repressione in rete.

QUESTA NON E' UNA QUESTIONE CHE RIGUARDA SOLO UNA ASSOCIAZIONE
O UN SERVER INDIPENDENTE.

Si tratta della stessa indagine che con la scusa dell'acquisizione
di un log ha consentito all'FBI di abusare di un mandato federale e
di sequestrare l'intero server dove era ospitato indymedia Italia il
7 ottobre 2004.

In successivi comunicati piu' tecnici cercheremo di illustrare meglio
la tipologia dell'attacco e le nostre contromisure, nonche' le
iniziative politiche che intendiamo sviluppare, sperando di non
essere da soli in questa battaglia.

Per ora non potendovi garantire piu' un servizio affidabile
ritiremo la macchina per qualche giorno, la bonificheremo e la
rimetteremo on line.

Non e' nei nostri piani dare a forze dell'ordine e provider servili
la soddisfazione di vederci desistere: il down sara' il piu' breve
possibile, qualche giorno non di piu', e sfrutteremo questa brutta
vicenda per risorgere dalle ceneri come una fenice ferita.

QUESTA NON E' UNA QUESTIONE PRIVATA, ANCHE SE E' UNA QUESTIONE DI
PRIVACY.

LEGGI e DIFFONDI questa MAIL
AGISCI e ORGANIZZATI

autistici.org / inventati.org

venerdì, febbraio 11, 2005

wikipedia in hosting su google

E' recente la notizia che google ha offerto gratuitamente una soluzione di hosting al progetto wikipedia.
L'operazione non è ancora stata formalizzata e il team di wikipedia deve ancora valutare nel dettaglio condizioni e termini, l'annuncio ufficiale può essere trovato qui.
L'interesse di google verso il progetto wikipedia è probabilmente dovuto al buon livello di completezza che questo ha raggiunto e quindi alla grande mole di informazioni che è in grado di erogare. Di certo l'offerta in sè costituisce un riconoscimento alla validità del lavoro svolto dal team e dai volontari che hanno collaborato giungendo a portare l'encicopedia su wiki a maturità.
L'annuncio dell'offerta su slashdot ha suscitato umori opposti, se da un lato l'evento può essere considerato prova del successo di un progetto cooperativo free, dall'altro l'interesse di google viene letto come la possibile introduzione di un'ingerenza commerciale in un progetto che si è sempre astenuto dall'avere scopo di lucro.
Bisognerà comunque attendere il mese di marzo per conoscere gli sviluppi di questa vicenda.

martedì, febbraio 08, 2005

FreeBSD e Linux verso la convergenza

Malgrado differenze rilevanti per licenza e strategie di sviluppo i sistemi operativi *BSD vengono ormai considerati come dei cugini austeri di Linux, gli interessi di utenti e sviluppatori di queste due famiglie spesso si incorciano.
E' ormai frequente trovare features che vengono portate da Linux ai S.O. BSD e viceversa come caso emblematico si può far riferimento alle patch per il kernel di Linux che aggiungevano alcune feature dello stack tcp-ip implementate nei kernel di OpenBSD.
Il punto di contatto dei mondi BSD e Linux e la maggiore area di scambio, è l'enorme quantità di applicazioni che queste possono condividere infatti, tutte le principali applicazioni gravitano attorno al progetto GNU e che vengono rilasciate sotto le sue licenze, possono essere utilizzate indifferentemente su entrambe le piattaforme.
Il progetto Gentoo/FreeBSD che viene citato nella Gentoo weekly newsletter di questa settimana rende più sottile la distinzione tra le due famiglie e formalmente più facile il passaggio da una all'altra.
Letteralmente il progetto viene definito come "an effort to have the whole set of Gentoo components running on top of a FreeBSD base system".
Probabilmente questo progetto piacerà a Stallman che da molto cerca di chiarire la distinzione tra Linux e progetto GNU, un sistema simile rende omogenee le aree GNU attorno a due kernel diversi abbassando l'impatto del cambiamento dall'uno all'altro.
Siamo ancora lontani dal passaggio indolore da BSD a Linux ma gentoo offre comuque l'idea di un possibile ponte oltre ad un progetto in sè affascinante ed elegante.

giovedì, febbraio 03, 2005

Un torrente di download per linux

BitTorrent è un sistema di download distribuito ormai molto diffuso nella community opensource e non solo. E' infatti ormai consuetudine trovare nelle aree download di distribuzioni o applicativi il link alla risorsa bittorrent per effettuare il download.
Ora esiste un punto di raccolta per i link ai dowload BitTorrent ed è linuxtracker.org dove è possibile cercare i download già esistenti o segnalarne di propri.
Ovviamente i link proposti vengono moderati prima dell'effettiva pubblicazione.